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Nulla la clausola del CCNL che rimetta alla formale investitura del datore di lavoro l’attribuzione della qualifica di dirigente.

Anche con riguardo alla qualifica di dirigente, il diritto del dipendente all’attribuzione della qualifica medesima, in conseguenza dello svolgimento in concreto delle relative mansioni, non può restare escluso dalla clausola contrattuale che preveda in proposito la necessità di un formale riconoscimento da parte del datore di lavoro, stante la nullità di un tale patto. Così ha statuito la Corte di Cassazione, con la sentenza reda dalla Sezione Lavoro n. 20805 in data 14 ottobre 2016.

“Il nuovo art. 92 c.p.c. al vaglio della Consulta: legittima la compensazione non discrezionale delle spese?” di Avv. Claudio Bechis

Tribunale Torino, 30 gennaio 2016 – Ciocchetti

Spese processuali – Compensazione – Ipotesi – Tassatività – Potere discrezionale del giudice – Insussistenza – Violazione dei principi di ragionevolezza e di uguaglianza, del diritto di agire in giudizio e del principio del giusto processo – Questione di legittimità costituzionale

(Cost. artt. 3, comma 1, 24 comma 1 e 111, comma 1; C.p.c. artt. 91, comma 1 e 92, comma 2)

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione della legittimità costituzionale dell’art. 92, comma 2, c.p.c., laddove – irragionevolmente, nonché in contrasto con il principio di uguaglianza, il diritto di agire in giudizio e il principio del giusto processo – individua in via tassativa le ipotesi di compensazione delle spese della lite, senza più ammettere il potere discrezionale del giudice di darvi corso per gravi ed eccezionali ragioni (1). 

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Cass. S.U. 17989 del 2016 – Competenza territoriale e obbligazioni pecuniarie

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione dirimono il contrasto in materia di competenza territoriale nell’ipotesi di obbligazioni pecuniarie con riferimento al forum destinatae solutionis. 

In sintesi, gli ermellini aderiscono alla tesi più restrittiva secondo cui “le obbligazioni pecuniarie da adempiersi al domicilio del creditore, secondo il disposto dell’articolo 1182, terzo comma, c.c. sono – sia agli effetti della mora ex re ai sensi dell’art. 1219, secondo comma, n. 3 c.c., sia nella determinazione del forum destinatae solutionis ai sensi dell’art. 20 ultima parte c.p.c. – esclusivamente quelle liquidi, della quali cioè il titolo determini l’ammontare, oppure indichi i criteri per determinarlo senza lasciare alcun margine di scelta discrezionale, e i presupposti della liquidità sono accertati dal giudice, ai fini della competenza, allo stato

degli atti secondo quanto dispone l’art. 38, ultimo comma, c.p.c.”. 

Il testo integrale della sentenza è scaricabile qui Cass. s.u. 17989 del 2016.

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Corte Giustizia Causa C-341/2015

20 luglio 20162016-07-21

La Corte di Strasburgo, investita  dal Verwaltungsgericht Wien (tribunale amministrativo di Vienna) della questione pregiudiziale in merito all’interpretazione dell’art. 7 della direttiva n.88/2003, ha sancito i seguenti principi di diritto:

  • la direttiva osta a una norma nazionale che priva del diritto all’indennità finanziaria per ferie annuali retribuite non godute il lavoratore il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito della sua domanda di pensionamento e che non sia stato in grado di usufruire di tutte le ferie prima della fine di tale rapporto di lavoro;
  • un lavoratore ha diritto, al momento del pensionamento, all’indennità finanziaria per ferie annuali retribuite non godute per il fatto di non aver esercitato le sue funzioni per malattia;
  • una lavoratore il cui rapporto di lavoro sia cessato e che, in forza di un accordo concluso con il suo datore di lavoro fosse tenuto a non presentarsi sul posto di lavoro […] non ha diritto all’indennità finanziaria per ferie annuali retribuite non godute durante tale periodo, salvo che egli non abbia potuto usufruire di tali ferie a causa di una malattia;
  • spetta agli Stati membri decidere se concedere ai lavoratori ferie retribuite supplementari che si sommano alle ferire retribuite minime di quatto settimane previste dall’art. 7 della direttiva n. 88/2003.

La Corte rileva, in particolare, che il diritto a un’indennità finanziaria per le ferie non godute non è assoggettato ad alcuna condizione diversa da quella relativa, da un lato, alla cessazione del rapporto di lavoro e, dall’altro, al mancato godimento da parte del lavoratore di tutte le ferie annuali a cui aveva diritto alla data in cui tale rapporto è cessato.

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Intervento al convegno nazionale AGI 2016 – Perugia

 

Convegno AGI 2016

L’evento, organizzato dall’associazione giuslavoristi italiana, con l’obiettivo di affrontare il tema del mestiere del giuslavorista ai tempi del job act. Il programma scientifico è consultabile all’indirizzo http://www.convegnoagi2016.it/programma/.

Per lo studio Frus e Associati interviene il prof. avv. Giorgio Frus  all’interno del workshop “Il giuslavorista e il suo mercato: accesso alla giustizia, processo e forme alternative di risoluzione delle controversie” con un focus sull’impatto del nuovo art. 92, comma 2, del codice di procedura civile.

CONVEGNO 11 marzo 2016 – “JOBS ACT – Le novità 2016 per le risorse umane”

JOBS-ACT--NOVITA’-2016--RISORSE-UMANE---11-Marzo

” JOBS ACT: LE NOVITA’ 2016 PER LE RISORSE UMANE”

Venerdì 11 marzo ore 15.30-18.00

c/o API Torino – Sala Busso Via Pianezza 123 Torino

 L’evento, organizzato da Gruppo Giovani Imprenditori di API Torino, in collaborazione con BusinessJus, Associazione Giovani Consulenti del Lavoro e YES4TO, con l’obiettivo di informare le imprese sulle ultime novità del Jobs Act in tema di risorse umane.

 Intervengono:

Matteo CHIERA, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori API Torino; Barbara GRAFFINO, Coordinatore Yes4to; Marco FRUS per i nuovi Co. Co . Co.; Ezio MORO che approfondirà l’argomento del licenziamento a tutele crescenti; Luca FURFARO sulle Dimissioni On line; Fabrizio BONTEMPO che spiegherà le nuove opportunità di Garanzia Giovani – Assunzioni agevolate. 

 L’incontro è moderato dall’Avvocato Simone MORABITO

Nuova disciplina dell’art. 2103 c.c.:Tribunale Roma 30.9.2015

Secondo il Tribunale di Roma (Est. Sordi) la nuova disciplina della mobilità orizzontale prevista dall’articolo 2103 c.c. – come modificato dall’articolo 3, comma 1, d.lgs. 81/15 – si applica anche ai mutamenti di mansioni disposti anteriormente all’entrata in vigore della riforma ed in atto alla data del 25 giugno 2015, in quanto il demansionamento è un illecito che si rinnova di giorno in giorno.  (La sentenza è pubblicata in MGL n. 11 del 2015 con una interessante nota di Carlo Pisani).

Mutatio libelli ed emendatio libelli

Le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno affermato che la modificazione della domanda ammessa ex art. 183 cod. proc. civ. può riguardare anche uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa (“petitum” e “causa petendi”), sempre che la domanda così modificata risulti comunque connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio (quanto meno per “alternatività” rispetto alla domanda iniziale) e senza che, perciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l’allungamento dei tempi processuali. Ne consegue l’ammissibilità della modifica, nella memoria ex art. 183 cod. proc. civ., dell’originaria domanda formulata ex art. 2932 cod. civ. con quella di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo.

(Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza n. 12310/15)